'Cantico dei Cantici'
Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.
Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,
profumo olezzante è il tuo nome.
Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar,
come i padiglioni di Salma.
Non state a guardare che sono bruna,
poiché mi ha abbronzato il sole.
Dimmi, o amore dell'anima mia,
dove vai a pascolare il gregge,
dove lo fai riposare al meriggio,
perché io non sia come vagabonda
dietro i greggi dei tuoi compagni.
Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra,
riposa sul mio petto.
Il mio diletto è per me un grappolo di cipro
nelle vigne di Engàddi.
Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo
e dolce è il suo frutto al mio palato.
Sostenetemi con focacce d'uva passa,
rinfrancatemi con pomi,
perché io sono malata d'amore.
La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.
Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore,
tenace come gli inferi è la passione:
le sue vampe son vampe di fuoco,
una fiamma del Signore!
Le grandi acque non possono spegnere l'amore
né i fiumi travolgerlo.
Eric Fried
Soltanto non sarebbe.
La vita
sarebbe
forse più semplice
se io
non ti avessi mai incontrata
Meno sconforto
ogni volta
che dobbiamo separarci
meno paura
della prossima separazione
e di quella che ancora verrà
E anche meno
di quella nostalgia impotente
che quando non ci sei
pretende l'impossibile
e subito
fra un istante
e che poi
giacché non è possibile
si sgomenta
e respira a fatica
La vita
sarebbe forse
più semplice
se io
non ti avessi incontrata
Soltanto non sarebbe
la mia vita.
MA
La prima volta mi sono innamorato
dello splendore dei tuoi occhi
del tuo riso
della tua gioia di vivere.
Adesso amo anche il tuo pianto
e la tua paura di vivere
e il timore di non farcela
nei tuoi occhi.
Ma contro la paura
ti aiuterò
perché la mia gioia di vivere
è ancora lo splendore dei tuoi occhi

SEMPRE PIU’ DIFFICILE
Vederti una volta sola
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora una volta
e poi mai più.
Vederti ancora una volta
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora due volte
e poi mai più
Vederti ancora due volte
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora tre volte
e poi mai più.
Ma io sono uno sciocco
e voglio vederti
ancora molte volte
prima
di non poterti vedere
mai più.
QUEL CHE E’
E’ assurdo
dice la ragione
è quel che è
dice l’amore
E’ infelicità
dice il calcolo
non è altro che dolore
dice la paura
è vano
dice il giudizio
è quel che è
dice l’amore
è ridicolo
dice l’orgoglio
è avventato
dice la prudenza
è impossibile
dice l’esperienza
è quel che è
dice l’amor.

"Mani"
di Giorgio Soavi
Domani, oggi per chi legge,
mi porti a vedere le tue mani?
Tu sai che io
non conosco la musica,
non so suonare il piano,
ma sono così intonato che,
quando vedo le tue mani
lunghe distese sulla tovaglia
dove mangio mentre tu
non mandi giù
neppure una goccia,
io mi metto seduto
sul seggiolino del pianista
e suono le tue mani.
dello splendore dei tuoi occhi
del tuo riso
della tua gioia di vivere.
Adesso amo anche il tuo pianto
e la tua paura di vivere
e il timore di non farcela
nei tuoi occhi.
Ma contro la paura
ti aiuterò
perché la mia gioia di vivere
è ancora lo splendore dei tuoi occhi
SEMPRE PIU’ DIFFICILE
Vederti una volta sola
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora una volta
e poi mai più.
Vederti ancora una volta
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora due volte
e poi mai più
Vederti ancora due volte
e poi mai più
dev’essere più facile
che vederti ancora tre volte
e poi mai più.
Ma io sono uno sciocco
e voglio vederti
ancora molte volte
prima
di non poterti vedere
mai più.
QUEL CHE E’
E’ assurdo
dice la ragione
è quel che è
dice l’amore
E’ infelicità
dice il calcolo
non è altro che dolore
dice la paura
è vano
dice il giudizio
è quel che è
dice l’amore
è ridicolo
dice l’orgoglio
è avventato
dice la prudenza
è impossibile
dice l’esperienza
è quel che è
dice l’amor.
"Mani"
di Giorgio Soavi
Domani, oggi per chi legge,
mi porti a vedere le tue mani?
Tu sai che io
non conosco la musica,
non so suonare il piano,
ma sono così intonato che,
quando vedo le tue mani
lunghe distese sulla tovaglia
dove mangio mentre tu
non mandi giù
neppure una goccia,
io mi metto seduto
sul seggiolino del pianista
e suono le tue mani.
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